Frutta
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L’acidità della frutta non si combina bene né con i cibi proteici, né con i cibi amidacei; il suo contenuto zuccherino non si sposa con le proteine e con gli amidacei. La ragione di tali difficoltà risiede nel fatto che la frutta, solo marginalmente interessata dalla digestione orale e gastrica, abbandona dopo breve tempo lo stomaco, per essere poi digerita nell’intestino quando viene consumata a digiuno. Presa alla fine del pasto, la frutta resta parecchie ore nello stomaco insieme agli altri alimenti e, poiché non viene intaccata dalla digestione gastrica, fermenta in questo ambiente umido e caldo; inoltre i prodotti della sua fermentazione impregnano gli amidi e li inducono a fermentare a loro volta, donde gonfiore, pesantezza, eruttazioni, flatulenza, ecc. , Consumata al principio del pasto la frutta lascia lo stomaco in più breve tempo, ma la cavità orale e lo stomaco vengono acidificati dal suo contenuto’di acido citrico, malico, tartarico, ecc. ; ne risulta che la ptialina salivare non può più sviluppare in modo ottimale le sue azioni digestive sugli amidi né in bocca, né nello stomaco, e ancora una volta il risultato finale è la fermentazione. In base a queste considerazioni Shelton propone la sua dodicesima legge dietetica che dice: consumare le frutta a digiuno, cioè lontano dai pasti, mai alla fine del pasto.
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