Vantaggi della dieta vegetariana
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- Problema etico: la ‘necrofagia’ offende la natura dell’uomo;
- problema psicologico: la rinuncia alla alimentazione carnea avrebbe sicuramente favorevoli ripercussioni sulla rinascita dello spirito religioso;
- problema economico: la rinuncia alla alimentazione carnea significherebbe il ritorno e la rinascita dell’agricoltura;
- le carni animali possono essere il veicolo di numerose malattie, specie parassitarie;
- le carni macellate contengono nel loro sangue sostanze nocive che, entrate nell’organismo umano sviluppano un’azione tossica;
- le carni macellate contengono tracce di medicinali (ormoni, antibiotici, vaccini, ecc.) usati per promuovere una crescita più rapida e per gonfiare gli animali. L’ingestione di questi veleni è sicuramente dannosa per la salute dell’uomo;
- la quantità di calorie introdotta dai vegetariani è di solito inferiore a quella introdotta dagli onnivori, e ciò è dovuto alla minore concentrazione calorica degli alimenti vegetali.
- ne risulta che i vegetariani tendono a pesare meno degli onnivori, a tutto vantaggio della salute: obesità, diabete, malattie epatiche e dismetaboliche, ipertensione e malattie coronariche sono rare fra i vegetariani;
- la quantità di proteine assunte dai vegetariani — specie integrali e veganisti — è sicuramente inferiore a quella consumata dagli onnivori, a tutto vantaggio della salute. Malattie dismetaboliche quali gotta e artritismo, frequenti tra i carnivori, sono praticamente assenti fra i vegetariani;
- non risulta alcun evidente deficit nella crescita dei bambini allevati con una dieta vegetariana integrale o veganica, sempre che questa sia stata programmata con tutte le accortezze del caso e che sia stato fornito un supplemento artificiale di vitamina B12; — l’introito di vitamina C è più alto nelle diete vegetariane rispetto a quelle onnivore;
- incidenza di malattie: sembra accertato che la dieta vegetariana (specie quella integrale) protegge più di ogni altra cosa l’uomo dalle cosiddette ‘malattie del benessere’;
- l’abbondante introduzione di fibre vegetali (cellulosa) da parte dei vegetariani riduce sensibilmente l’incidenza delle malattie dell’intestino, specie del colon (appendicite, diveriticolosi, poliposi e cancro del colon). Ciò è dovuto al più veloce transito intestinale (scomparsa della stitichezza), al più abbondante volume fecale e anche alla diminuzione di sostanze cancerogene prodotte dai processi fecali putrefattivi e fermentativi;
- bassi livelli ematici di grassi (lipidi), colesterolo e trigliceridi sono stati riscontrati nei vegetariani rispetto a quelli più alti degli onnivori: ciò comporta statisticamente una diminuzione delle cardiopatie ischemiche (angina pectoris, infarto), dell’ipertensione e dell’arteriosclerosi. Questa importante differenza è stata attribuita alla alimentazione vegetariana ricca di acidi grassi polinsaturi (oli vegetali) e povera di acidi grassi saturi (grassi animali);
- bassi livelli di azoto nel sangue sono stati riscontrati nei vegetariani rispetto agli onnivori e ciò comporta una minore incidenza di malattie renali;
- i migliori risultati terapeutici ottenuti con le diete vegetariane (specie quella integrale) sono stati conseguiti nei seguenti stati patologici: eczemi, asma, cefalee, manifestazioni catarrali dell’apparato respiratorio (riniti, sinusiti, bronchiti), tonsilliti recidivanti, otite cronica, acne, foruncolosi, diabete, ipertensione, gotta, arteriosclerosi, artrite, artrite reumatoide, angina pectoris, iperlipemie, aumento del colesterolo e dei trigliceridi, emorroidi, infezioni urinarie croniche e recidivanti, colite, gastrite, ecc.
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